La Fondazione Luzi Architettura
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La Fondazione Luzi Architettura

Su iniziativa dell’architetto Andrea Luzi è costituita la Fondazione Luzi Architettura, senza finalità di lucro, con il preciso scopo di tutelare e promozionare il patrimonio architettonico e artistico derivante dall’attività dei principali protagonisti della scena internazionale. Il progetto prevede la creazione di un hub di ricerca e sviluppo di networking tra archivi di architettura e atelier di artisti.

Al centro dell’iniziativa vi è la salvaguardia di un’idea di architettura aperta, inclusiva e curiosa, ben rappresentata dall’operato dell’architetto Elio Luzi, in qualità di straordinario interprete della vita, qui inteso come valore inscindibile tra professione e vita.

La Fondazione vuole donare alla collettività un punto di riferimento e di ripartenza per tutta la comunità di architetti e per tutte le persone che hanno a cuore la salvaguardia dei beni artistici e architettonici.

A tal fine partecipa e organizza mostre, convegni,presentazioni di libri, di studi e ricerche, e svolge attività di networking anche attraverso il sistema universitario, privato e pubblico, in particolare nel settore dell’architettura e dell’ingegneria.

Specifica attenzione è rivolta inoltre all’idea di capitalizzare culturalmente gli aspetti artistici e architettonici legati al progetto del paesaggio con l’ambizione di contribuire al dibattito contemporaneo e ampliare la fruizione di angoli inattesi della città, tesori spesso dimenticati, ma carichi di significato e poesia.

Intervista ad Andrea Luzi: L’eredità narrativa di Elio Luzi

 

Come nasce l’idea di costituire un comitato e, conseguentemente, una Fondazione per Elio Luzi?

Il legato di mio padre, Elio Luzi, consiste nell’Archivio dei suoi disegni — frutto di 60 anni di attività — e nei valori immateriali connessi alla sua figura di altissima umanità. Recentemente ho fatto periziare e asseverare il valore di questo Archivio, che verrà conferito alla Fondazione Luzi ai fini del suo riconoscimento da parte della Regione Piemonte e dello Stato.

Dal momento che si tratta di un percorso non immediato, ed essendo necessario essere operativi più rapidamente rispetto ai tempi prospettati per tali riconoscimenti, è stato dato vita al Comitato Promotore Fondazione Luzi Architettura. Questo ci permette di operare già ora e sviluppare tutte quelle attività utili a rafforzare la presenza pubblica dell’Archivio Luzi. Le iniziative avviate in questo mese di aprile dimostrano che la gioia, l’ironia, la complessità e l’entusiasmo di vivere sono valori incontenibili, cui dare il volo nonostante l’attesa del riconoscimento ufficiale.

Cosa non sappiamo del mondo di Luzi? Chi era l’uomo che “costruiva torri”?

La collaborazione ventennale (1954-1974) tra Elio Luzi e Sergio Jaretti ha prodotto opere innovative e non convenzionali, concentrandosi principalmente sul progetto residenziale. Erano accomunati — pur nella diversità di atteggiamento e con punti di vista, anche ideologici, talvolta opposti — da un’acuta insofferenza per le soluzioni precostituite, da un’ansia di sperimentazione e da un umorismo capace di sovvertire dall’interno ogni norma apparentemente scontata.

Progettavano edifici come oggetti unici, dotati di una forte individualità e con una grande attenzione al rapporto tra interno ed esterno, ai temi della produzione edilizia e all’uso innovativo dei materiali. Ma non sono tanto le torri a contare, quanto l’humanitas che trapela dal mestiere e la voglia eterna di raccontare. Le architetture di Elio Luzi sono sempre narrative, filmiche, quasi fossero un mondo a sé.

La persona, quindi, ben prima dell’Architetto…

“Prima i sentimenti, poi i soldi”: era questo il senso che innervava l’educazione che ci ha trasmesso. Sovente, le sue architetture contenevano quelli che lui chiamava i “sogni di bellezza”: strani angoli, rientranze, cupolotti, disassamenti un po’ sbilenchi… senz’altro romantici!

A cosa attribuisce il fatto che raramente conosciamo chi ha costruito la nostra città, comprese le case in cui viviamo?

Dobbiamo cambiare la narrazione che facciamo della nostra città, una realtà che per oltre due terzi è stata costruita tra gli anni Cinquanta e Settanta. Il Comitato e la successiva Fondazione sono nati con il preciso scopo di valorizzare, conservare e promuovere l’attività di Elio Luzi in qualità di straordinario interprete della vita, intesa come valore inscindibile dalla professione.

A tal fine, la Fondazione partecipa e organizza mostre, convegni, presentazioni di libri, studi e ricerche, svolgendo un’attività di networking nel settore dell’architettura e dell’ingegneria. La nostra specifica attenzione è rivolta all’idea di capitalizzare culturalmente gli aspetti artistici e architettonici legati al progetto della città e del paesaggio.