


Elio Luzi nasce a Torino il 26 marzo 1927 e qui risiede per tutta la vita. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Torino nel 1953, inizia l’attività professionale nel 1954 e mantiene lo studio a Torino, risultando iscritto all’Ordine degli Architetti con il n. 177.
Dopo una prima attività a fianco di Aimaro Isola, fino al 1974, Elio Luzi collabora intensamente con l’architetto Sergio Jaretti Sodano in un sodalizio professionale che contribuisce in maniera rilevante alla definizione dell’architettura torinese contemporanea. La loro attività si concentra soprattutto sul progetto dell’abitare, nella sua accezione più ampia: palazzi urbani, ville, residenze turistiche, torri e complessi residenziali.
Il rapporto con l’impresa Manolino favorisce una stagione particolarmente sperimentale nell’impiego della tecnologia edilizia e nella composizione architettonica. La casa diventa il campo di una ricerca continua, attenta ai bisogni specifici degli individui e desiderosa di superare norme, automatismi e convenzioni del “piano tipo”.
La lettura creativa dei regolamenti edilizi, l’ironia come strumento critico, l’insofferenza verso il già visto e la continua attenzione al dettaglio rendono le loro opere riconoscibili e allo stesso tempo sempre diverse. Tra i primi risultati del duo si ricordano il Palazzo dell’Obelisco e le case di via Roma a Chieri, a cui segue un crescendo di interventi sull’abitare cittadino che, negli anni Sessanta, trova piena maturità con le Torri Pitagora e numerosi edifici residenziali torinesi. Proprio in questa fase formativa e di grande energia professionale si consolidano molti dei temi che Luzi continuerà a sviluppare una volta conclusa la collaborazione nel 1974, quando entrambi gli architetti proseguono la loro attività in modo indipendente.
La loro ricerca progettuale li porta a essere inclusi nella Esposizioni Itineranti della Giovane Architettura Italiana negli anni 1970, 1972, 1973, 1975 ed essere selezionati dall’INAUM per l’esposizione di Torino del 1973, oltre a figurare nella mostra dei progetti italiani per l’Expo di Osaka a Roma.
Elio Luzi ricopre prestigiosi incarichi come membro di giurie internazionali. Per il 1° Premio Carlo Mollino nel 1986 siede accanto a figure della critica e del design quali Bruno Zevi, Angelo Dragone, Sergio Nicola, Domenico Soldiero Morelli, Ezio Barello e Giorgio Giugiaro. Partecipa inoltre alla giuria del Concorso Internazionale per la nuova sede dell’Ufficio Europeo dei Brevetti all’Aia (1989-1990) insieme ad architetti di rilievo mondiale tra cui Richard Rogers, Herman Hertzberger, Günther Domenig Holzbauer, Bacher, Piazzoli, Weber, Bergstrom, Cirici e Lucien Kroll.
È invitato a numerose mostre dedicate all’architettura contemporanea, tra cui “Architettura degli anni ’80 in Piemonte” (Torino, 1990), “Architettura e Urbanistica a Torino 1945-1990” al Lingotto (1991) e “Un’avventura internazionale. Torino e le arti 1950-1970” al Castello di Rivoli (1993).
Negli anni Novanta partecipa attivamente alla vita disciplinare torinese. È docente di Progettazione Architettonica presso il Politecnico di Torino tra il 1994 e il 1998, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Torino dal 1994 al 1996, e poi consigliere fino al 1998. È inoltre membro delle Commissioni Igienico-Edilizie del Comune di Pino Torinese (dal 1998) e della Città di Torino (dal 1999).
Il suo corpus progettuale è ampio e transnazionale: Italia, Francia e Svizzera sono i principali territori di costruzione, con lavori e proposte anche per Venezuela e Arabia Saudita. La sua attività è oggetto di studio monografico universitario al Politecnico di Torino nel 1981/82.
Le sue realizzazioni attraversano ere urbane differenti: dagli interventi residenziali a Torino negli anni Cinquanta e Sessanta, come gli edifici di piazza Crimea, via Saluzzo e piazza Statuto; alle grandi sperimentazioni di edilizia e turismo montano negli anni Settanta e Ottanta, con i complessi di Sestriere (“Raggio di Sole”, “Conca Bianca”, Torri Mirafiori), Claviere, Montgenèvre e La Thuile; fino ai progetti di riuso urbano e recupero nel cuore di Torino e in Piemonte negli anni Novanta, tra cui Palazzo Rayneri a Carrù, via Borgofranco, Castellamonte, Romano Canavese, Sestriere Duchi d’Aosta per i Mondiali di Sci del 1997.
Il lavoro dell’architetto Luzi è ampiamente pubblicato e documentato. Si trovano sue opere in testi di Vittorio Gregotti, Aldo Aloi, Magnaghi, Monge, Olmo e cataloghi di mostre nazionali, oltre che in riviste italiane e internazionali di architettura quali Casabella, Architecture d’Aujourd’hui, Baumeister, Interni, Ottagono, Work-Bauen + Wohnen, e nei principali quotidiani come La Stampa, La Repubblica, Corriere della Sera.
La sua carriera testimonia una costante attenzione alla qualità dell’abitare e alla trasformazione del territorio, con un contributo incisivo alla costruzione della città contemporanea e all’identità dell’architettura piemontese del secondo Novecento.